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Maggioritario con il doppio turno, se ne comincia a parlare...

Matteo Colannino, presidente de giovani industriali, ha avuto una buona idea, della quale io, coadiuvato da altri amici come Carlo, ed ispiriato dal maestro Sartori, ho più volte parlato: il maggioritario con il doppio turno.Altro che proporzionale! Il proporzionale, a prescindere dalla truffa che la maggioranza ha architettato con il premio di maggioranza e lo sbarramento (a regola d'arte per limitare i danni alle elezioni), non permette alla politica di coinvolgere i cittadini nella sua attività, anzi rende schiavi gli elettori della stessa politica. Sarebbe come tornare ai tempi della D.C. quando, i lavoratori pubblici erano il grande bacino di elettori, al quale attingere(E' solo un esempio, so bene che la riforma del lavoro pubblico grazie a Dio, depotenzia la politica e favorisce la posizione dell'autonomia sindacale, anche se oggi [ed ecco perchè l'esempio] la politica sta minnacciando questo progresso sociale ). Il proporzionale era l'emblema di quell'Italia clientelare, quell'Italia fatta di parentele e di poteri forti, un'Italia che non sarebbe mai potuta entrare in Europa. Io non posso accettare questi giochetti della politica, perchè credo semplicemente che sia necessario cominciare a scoprire quelle logiche meritocratiche, delle quali c'è una carenza assoluta nel nostro Paese. Ritengo che il passo in avanti, per crescere collettivamente, sia rappresentato dal sistema maggioritario con il doppio turno, che è l'unico vero sistema capace di garantire bipolarismo, pluralismo politico e principalmente stabilità. Sulla stabilità, infatti non si può negare che il maggioritario sia essenziale( Già un maggioritario a turno secco, abolendo la quota proporzionale sarebbe un passo in avanti in questo senso), come negare che da quando è stato introdotto in Italia sono caduti molti meno governi, ed è questo il dato politico, la tesi della quale avvalersi, per  approfondire questo sistema. L'Italia non si deve affidare ai vecchi clichè, che tutelavano i diritti solo di quei cittadini pronti a chiudere un occhio, il progresso è davanti a noi, accorgiamocene.  
                 

Pubblicato il 7/10/2005 alle 19.33 nella rubrica I cavatappi.

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