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15 novembre 2005

Il medioevo post comunista?

Io, ventenne, che non ho ‘visto’ il P.C.I.

Sono un giovane studente  appassionato di politica. Quando guardo con i miei occhi il mondo, non posso che sentire un senso di soffocamento, un senso di precarietà, un senso di incapacità di dare voce alle mie riflessioni di giovane cittadino. Il mondo che noi viviamo, lo avverto sull’orlo di un baratro, sull’orlo di una ignobile, violenta cancellazione dei meriti, che l’umanità aveva saputo rintracciare. Come è noto, infatti, negli ultimi tempi, la situazione mondiale, sta subendo una forte flessione. A mio pare la flessione  ha avvicinato, anzi, riavvicinato l’asse mondiale, verso quelli che chiamiamo i tempi bui. Che si veda all’orizzonte un nuovo medioevo? come diceva Ing. Roberto Vacca nel suo celebre libro: “Il medioevo prossimo venturo”. Le caratteristiche di questo medioevo, sono molteplici, esistono forme di controllo della popolazioni, sottili e sostanziali, basti pensare a come vengono rintracciati facilmente gli scambi telefonici, gli scambi informatici, che esistano registrazioni  archiviate di tanti materiali sulla privacy dei cittadini. Viviamo in una società, prettamente orwelliana. La politica, che dovrebbe saper difendere gli interessi dei liberi cittadini, sembra adoperarsi al gioco di chi vuole attuare questa campagna di subordinazione e controllo delle menti.  Gli esempi sono lapalissiani, facilmente possiamo pensare al clamore che il mediocre Celentano, ha evocato con la sua trasmissione.  Nulla faceva di particolare, se non aiutare il telespettatore a riflettere. Trovo scioccante, che si sia mobilitata l’opinione politica intera, per giudicare il programma,e che vi sia stato tanto entusiasmo e tanta repulsione per il semplice invito ad adoperare il proprio senno. E’ chiaro, che il pensiero, la ragione, oggi sembrano nuovamente essere i nemici del sistema di cose, che tenta incessantemente di ottundere le menti narcotizzandole.  L’umanità viene continuamente privata del proprio senso critico, del proprio individualismo relativo e riflessivo,  non solo per l’ interesse economico, che non può combattere una società preparata e colta, ma ultimamente,   anche  a causa del ritorno di un trend (come va di moda dire oggi) religioso, che viene solitamente chiamato: “teoconservatore”.  Per quanto riguarda gli aspetti economici, mi pare, evidente che essi, siano riconducibili, alle transnazionali, che hanno definitivamente distrutto quei barlumi di democrazia che esistevano fino agli novanta in Europa, che con le loro politiche globalizzati e ‘meramente’ ultracapitalistiche inficiano, giorno per giorno, la salute economica, sociale, dei cittadini italiani e del mondo. Trasnazionali, che con il loro potere, hanno acquisito un forza tale, da potere spazzare con il volere di un consiglio di amministrazione, la capacità politica democratica di uno Stato. Ad oggi, infatti, mi sembra improponibile, far si che una compagine politica, che sia colorata di rosso o di nero, possa parlare di questi problemi che caratterizzano il nostro mondo contemporaneo. Sarebbe, interessante ad esempio, parlare della privatizzazioni delle acque, che sono alla merce di quattro o cinque multinazionali, che si spartiscono il mercato(danone, nestlè, ecc.) . Questa è una dura critica, anche al centrosinistra, che purtroppo, non riesce, in nessun modo, a contrastare questo tracollo sostanziale, attraverso la famigerata e compianta attività politica di sinistra. Anzi, nasconde, dietro riformismi da ultimi spiaggia, minimalismi demagogici, la propria incapacità di potere. Che si debba rimpiangere il vecchio Partito Comunista Italiano? Il secondo tema della mia lettera è quello che presentavo poc’anzi, e riguarda appunto,  i nuovi filoni religiosi. Dopo le sparate di Ruini, contro la pillola abortiva, dopo essere diventato ormai un membro appartenente della classe Politica, non solo per le sue ultime uscite, ma anche per quel che ha mostrato di pensare durante la preparazione al referendum sulla procreazione assistita e lo studio sugli embrioni, ritengo che, se la Politica, non risponde frontalmente a questo dramma esistenziale iscenato dal clero, si corra il rischio di ritrovarci, vertiginosamente catapultati in un mondo sacro, nel quale sarà impossibile esercitare i propri diritti ‘sostanziali’. Qualche giorno fa, è stata inserita nell’aula della Camera, un epigrafe per commemorare l’evento della visita di Giovanni Paolo II al Parlamento della Repubblica. Reputo che sia sconcertante, trovare all’interno dell’aula il ricordo di un evento ‘religioso’(notare  virgolette), e per avvalorare la mia tesi voglio riportare l’art.8 della Costituzione Italiana: "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze." Eravamo nel 1947, quando furono elaborate queste parole, che posero le basi per quel che accadde nel 1985 con la "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede."
Questa legge, nel protocollo addizionale afferma che: "In relazione all'articolo 1
Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.  A parte, le considerazioni su Papa Giovanni Paolo II,  è indubbio che lo stato, non si debba richiamare all’ispirazione cattolica per cercare di rintracciare quei valori, che tanto sembra aver smarrito. La classe politica, lasciando, libero spazio, a queste trovate, manifesta unicamente, il suo ‘spaesamento’, e la sua inadeguatezza, a trovare principi morali che siano basati su un’etica laica.  Perché, sono queste, la basi che i teoconservatori affermano, ovvero che la morale cristiana, sia capace di travolgere i cittadini, e di ripristinare quell’etica doverosa, per uno stato moderno. Mai pensieri furono più falsi. Perché i valori, con i quali, il clero tanto facilmente si riempie la bocca, sono come ‘contenitori vuoti ’, perchè privi del ‘senso’ del valore stesso. E’ inutile predicare il contenitore, se al suo interno non è possibile trovarvi nulla. Penso invece, che il cammino dell’uomo, dovrebbe rintracciare, quell’etica laica, che purtroppo non si ha il coraggio, oppure non si ha la capacità di vedere. Trovo deludenti, le parole di Piero Fassino, che si proclama cristiano, trovo spaventoso vedere, Bertinotti pronto all’abbraccio con il cristianesimo, e trovo irritante la mancanza di presa di posizione dei Comunisti Italiani. Ripeto la mia illazione: che ci sia bisogno, ancora del vecchio P.C.? Perché, i soli radicali, con le loro contraddizioni sulla politica economica, devono rappresentare il polo laico nella sinistra? Che abbiano solo loro, il coraggio di compiere scelte progressiste in questo folle mondo?  Certo, purtroppo sono solo un ragazzo, un ventenne, uno che ha visto, solo una macchia della sua esistenza, eppure ho il vizio di volere, testardamente, pensare con la mia testa, e quindi le mie parole certamente potrebbero essere scambiate con del facile pressappochismo. Invece, credo, che proprio io ed i miei coetanei (che per fortuna esistiamo ancora) dovremmo essere ascoltati, perché un giorno, saremo noi quelli che dovranno vivere nel mondo che oggi sta sorgendo.
Rable




permalink | inviato da il 15/11/2005 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa

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