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6 novembre 2005

La France Brûlé





Malgrè les appels au calme, les violences continuent


Parigi. La capitale Francese si e' svegliata tossendo tra i fumi della notte peggiore dall'inizio degli scontri nelle periferie metropolitane. In poche ore i giovani che da dieci giorni mettono a ferro e fuoco le Banlieue hanno dato alle fiamme 1.300 automobili. I gendarmi hanno fermato circa 300 persone durante i tumulti, che  stanno nascendo anche in altre periferie francesi: Bande di giovani hanno replicato i fatti di Parigi alle porte di Tolosa, Bordeaux, Montpellier e Pau nel sud; Rennes e Nantes nell'ovest, Lille nel nord e Mulhouse e Colmar nell'est. La devastazione è arrivata anche al centro di Parigi, dove quattro auto sono state incendiate con una molotov a Place de la Republique, e altri 12 veicoli sono stati incendiati nel 17mo arrondissement, nella zona nordoccidentale della capitale. A niente sono serviti gli appelli alla calma e le marce silenziose di ieri, sorti dopo la notte tra venerdi' e sabato, quando erano state distrutte 897 vetture e fermate 253 persone.
Ieri notte, le periferie sono state attraversate dalle fotoelettriche montate su sette elicotteri e dagli obiettivi delle telecamere piazzate, in zone strategiche, per tenantare di identificare i responsabili dei disordini.
Le squadre antisommossa hanno fatto irruzione nei condominii popolari del sobborgo di Les Mureaux, e hanno affrontato le bande di giovani, che hanno risposto lanciando contro gli agenti, di tutto, persino carrelli del supermercato, e mobili della casa. 
Insomma, abbiamo davanti a noi, la più grande rivolta popolare occidentale, degli utlimi tempi, assieme ai famosi riot di Los Angeles.
Parigi brucia, la Francia s'incendia, per quei dure ragazzi, "fritti" dal volere, cinico della polizia.
Ma è solo questo? Ci si può fermare ad una spiegazione sociologica così strettamente pragmatica? Non credo, credo che ci si debba chiedere, cosa spinge una collettività ad unirsi in una rivolta, e credo che la risposta, si trovi solo se questa collettività, la identifichiamo, come nuova classe "imprigiota ed imbottigliata" dal capitalismo. Classe che vuole, freneticamente, urlare il suo dolore. Ma gioco-forza, il mondo non è pronto, perchè abbuffato dai luoghi comuni, dai giornali alla moda, dalle frivolate campagnole, ad ascoltare le urla di questo mondo sommerso, che denuncia i soprusi che gli vengono inferti.  Quindi cosa accade? Accade, che il mondo borghese, oppure in via di imborghesimento, come i vari telespettatori lobotomizzati(che magari non hanno un soldo, però hanno smesso di leggere e quindi di pensare), trova in queste Vittime del nostro Mondo,  in queste crepe del sistema occidentale, il Nemico da etichettare, l'Extracomunitario folle, il bombarolo della Periferia, il clandestino, l'emarginato, il "MOSTRO" . Ed  allora, tutti pronti, a condannare, questi ragazzi, tutti pronti a puntare il dito contro, senza guardare che non sono altro, che il prodotto della nostra ignoranza, la punta dell'iceberg del malessere sociale massiccio ma, incredibilmente trasparente.
No, io non ci sto, a condannarli. Viviamo in un mondo barbaro, dove si muore negli Stadi, per un fottuto gol...
Riflettete, e guardate come la prevaricazione sociale esiste ancora, guardate come le classi sociali moderne, sono ben più sottili e radicate di quelle di un tempo. Aprite gli occhi e rendetevi conto, O' voi telespettatori, di quel che vi accade intorno, aprite gli occhi mentre leggete GQ o VanityFair, aprite gli occhi  prima che il sistema non emargini, definitivamente, anche le vostre menti centrifugate.




permalink | inviato da il 6/11/2005 alle 12:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa

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